VIII° Lezione: Microbiota



Non mi stancherò mai di ripetere che ogni individuo è unico e irripetibile così come le sue impronte digitali, e il profilo del suo microbiota intestinale che svolge molte funzioni specifiche nel metabolismo dei nutrienti dell'ospite, nel mantenimento dell'integrità strutturale della mucosa intestinale, nell'immunomodulazione e nella protezione contro i patogeni e contro l’infiammazione.

Il microbiota intestinale di ogni essere umano viene modellato nella prima infanzia e questi microbioti nativi personali e sani rimangono relativamente stabili nell’età adulta.

È ovviamente necessario rispettare il perfetto equilibrio ospite-microrganismi infatti la cosiddetta disbiosi del microbiota intestinale è associata non solo a disturbi intestinali ma anche a numerosissime malattie extra-intestinali come disturbi metabolici, neurologici e psicoaffettivi.

Il microbiota intestinale infatti agisce come un vero e proprio organo e il suo stato di equilibrio favorisce non solo le funzioni intestinali, ma anche una condizione di buona salute generale.

I recenti progressi della ricerca scientifica hanno infatti dimostrato che questa relazione mutualistica tra microbiota intestinale e ospite sembra svolgere un ruolo critico per molte malattie extra-intestinali come malattie metaboliche, diabete di tipo 2 e disturbi neurologici con disregolazione dell’asse intestino-cervello.

Il cervello e l'intestino sono collegati attraverso questo asse con interazioni bidirezionali essenziali tra il sistema nervoso centrale, il sistema nervoso enterico chiamato appunto 2° cervello e il tratto gastrointestinale.

Queste interazioni bidirezionali consentono al cervello di influenzare le funzioni gastrointestinali, le funzioni immunitarie e la difesa contro i processi infiammatori.

Oggi, oltre 46 milioni di persone vivono con la demenza in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson sono considerati le forme più comuni di demenza negli anziani.

La malattia di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa cronica più o meno rapidamente progressiva, associata ad accumulo cerebrale del peptide beta-amiloide con compromissione delle funzioni cognitive.

La disbiosi del microbiota intestinale ha anche strette relazioni con le manifestazioni gastrointestinali e comportamentali nella ASD cioè nei disturbi dello spettro autistico.

Nella nostra esperienza clinica assistiamo a netti miglioramenti nei pazienti affetti da ASD con i nostri trattamenti naturali multimodali che correggono la disbiosi oltre a svolgere numerose altre funzioni.

Concludendo possiamo quindi ribadire che ogni essere umano sano è dotato di un microbiota intestinale personale, unico e irripetibile che si è modellato nella prima infanzia e la cui ricchezza di composizione e diversificazione ci renderà resistenti alle minacce esterne.

In effetti, il microbiota intestinale rappresenta un delicato e fondamentale ecosistema in evoluzione che è severamente minacciato da molti fattori della nostra vita moderna come dieta squilibrata, vita sedentaria, stress, uso di antibiotici e malattie.

Un equilibrio sano ospite-microrganismi deve essere rispettato per poter svolgere in modo ottimale le funzioni metaboliche, immunitarie e antinfiammatorie per prevenire così l’insorgere delle malattie.

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