La Centralita del Paziente preso in cura

Updated: Apr 22


Nella maggior parte delle strutture mediche i reparti specialistici sono ermetici, a sé stanti concepiti come strutture verticali dove esistono i medici con il primario o direttore sanitario e il suo staff, gli infermieri con caposala, infermieri, oss, ausiliari, inservienti e altri operatori, i malati nelle camere o nelle corsie.


Ogni reparto è separato dagli altri e tutti utilizzano servizi in comune tipo sale operatorie e laboratori.


Lo stesso succede anche fuori dove ormai il paziente deve districarsi tra le varie figure che popolano l’ambiente medico.


Nella medicina moderna sembra sparito lo sguardo d’insieme e ormai chi sta male viene spedito da mille diversi esperti per capire cosa ha.


Il mondo dei pazienti si divide quindi tra quelli che rassegnatamente si trascinano alla più vicina Asl e prenotano appuntamenti per tutti i mesi a venire, dopo essersi dotati di agende anche degli anni successivi e quelli più benestanti o coperti da assicurazione, che si recano in un centro privato per affrontare i test a batteria, uno via l’altro, un giorno nel tubo della RM e il mattino dopo a farsi punzecchiare con l’Elettromiografia.


Quando abbiamo progettato il nostro Centro Polispecialistico abbiamo riflettuto su questi punti e ci siamo resi conto che il dottore ideale, quello dei nostri sogni non c’è più.


Quella figura rassicurante, professionista di mezza età avanzata, che prima ascolta pazientemente i tuoi problemi e poi ti rassicura e ha già capito cos’hai, il vecchio medico condotto, quello di famiglia che sapeva già cosa avevi ancora prima di visitarti.


Purtroppo questo medico non esiste più, vive ormai nei nostri sogni, e dobbiamo farcene una ragione.


Purtroppo però esiste sempre di più il suo opposto esatto: il medico che sbadiglia o risponde al cellulare mentre gli spieghi i tuoi sintomi, se fuori dallo studio c’è un po’ di coda nemmeno ti visita, poi ti guarda un po’ scocciato e rapidamente ti prescrive un decathlon di esami diagnostici specialistici, senza spiegartene le ragioni.


Il paziente inizia quindi ad essere rimbalzato da uno specialista all’altro, e poi un altro ancora: il reumatologo ti manda dal gastroenterologo che ti consiglia una visita dal neurologo, il quale viste le carte ti spedisce dall’epatologo, che però scuote la testa, prescrive nuovi test e ti inoltra dall’ematologo, che ti manda dallo psicologo, e così via.


Tutto questo sembra parodia ma è realtà perché oggi la medicina contemporanea è troppo iperspecializzata e iperfondata sulle più evolute macchine diagnostiche.


Il problema è che quasi nessuno ti guarda più per intero, nel tuo insieme dalla testa ai piedi, dall’anima all’unghia.


Sembra che ciascuno di noi non sia più una cosa sola e totalmente interconnessa al suo interno, bensì un’addizione di componenti meccaniche, tu stai male e vai dal medico di base e li inizia la tua odissea.


Quando abbiamo progettato il nostro Centro abbiamo riflettuto molto su questo aspetto dove il paziente gira in circolo e passa da uno specialista all’altro, sempre da solo, sempre malato e sempre più spaventato.


Abbiamo quindi deciso di mettere il paziente al centro di una rete di specialisti affiancato da quella figura medica che vive solo ormai nei nostri sogni ed abbiamo deciso di farlo rivivere e di far si che si prenda cura lui dei pazienti e sia lui a parlare con gli specialisti.


Ecco come nasce il Centro Ippocrate mettendo gli specialisti intorno al paziente, al fine di migliorare i processi clinico-assistenziali e limitare i rischi per il paziente, favorendone la presa in carico personalizzata.

La possibilità da parte di tutti i nostri specialisti di accedere alla documentazione sanitaria del paziente e alla sua storia clinica in modo semplice e rapido per favorire la tempestività e l’efficacia del suo parere diagnostico quando ne abbiamo bisogno e non dopo mesi.


L’univoca e corretta identificazione del paziente e della sua patologia è il requisito che ci consente di monitorare la sua attuale terapia, qualora ne avesse una, e costituisce lo strumento di comunicazione interna, che integra tutte le informazioni relative al processo terapeutico.


In questo modo possiamo intervenire sulla terapia farmacologica che è uno dei processi più critici poiché l’utilizzo dei farmaci comporta intrinsecamente il rischio di evocare reazioni avverse che richiedono un attento e continuo monitoraggio, al fine di proteggere, per quanto possibile, la salute del paziente sostituendola gradualmente con 4 Step Therapy che sarà quella definitiva.


Tutto questo ovviamente porta enormi vantaggi per la gestione del paziente ma anche per il paziente stesso in termini sia economici sia pratici ma soprattutto sono i tempi di attesa che vengono azzerati: analisi e consulto in giornata.


Ma per questo vi rimando al prossimo post.

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