Dal Curare al Prendersi CURA


Molte persone mi hanno chiesto di spiegare il concetto di questo Centro Polispecialistico per le malattie rare, autoimmuni e fibromialgia.

Dato che queste malattie sono poco conosciute, difficili da curare e a volte anche difficili da diagnosticare e sono in numero crescente, abbiamo pensato di aprire un Centro Medico Multispecialistico per facilitare i pazienti.

Al momento siamo soltanto ad Alassio ma è nostra intenzione mettere questo format a disposizione di tutte le strutture che potrebbero essere interessate a gestire un Centro come il nostro.

Innanzitutto cerchiamo di spiegare di cosa si tratta e come funziona.

Immaginate quanti medici capaci e fini conoscitori di queste malattie ci sono sparsi su tutto il territorio nazionale e che magari non si conoscono neppure tra di loro.

La nostra idea è di rintracciarli, come abbiamo fatto con Alassio, e metterli in contatto tra loro e riunirli in un team, affinché possano collaborare scambiandosi i rispettivi know how.

In questo modo abbiamo creato il Centro di Alassio che oltre ad essere il primo risulta essere un nucleo di eccellenza per queste patologie: 50 specialisti a disposizione per trovare la soluzione terapeutica migliore per ognuno di voi.

Siamo aperti a collaborare con chiunque sia interessato ad aprire un Centro simile ed a mettere a disposizione sia il format sia l’intera equipe.

Questo invito è rivolto proprio a tutti, dai Poliambulatori ai singoli Medici, dalle Cliniche alle Associazioni che rappresentano i malati.

Il principio si basa sulla messa a disposizione della conoscenza dei differenti specialisti dove ognuno ha la propria visione della malattia data dalla propria esperienza: un chirurgo non cura certo come un clinico e viceversa.

Abbiamo quindi gettato le fondamenta per la costruzione di aree mediche in cui il malato possa essere riconosciuto nella sua patologia e quindi più facilmente inquadrato.

La nostra visione d’insieme prevede la figura di un medico, e solo uno, che prenderà in cura il paziente e con lui deciderà come procedere e che terapie adottare.

Ci vuole un medico con forti capacità relazionali e comunicative che crei un rapporto di coppia medico-paziente.

La prassi medica non può essere considerata semplicemente l’aspetto tecnico applicativo di una scienza, così come il caso clinico è più della manifestazione di una legge generale.

Quando si tratta della propria salute, non si può venire curati soltanto dal punto di vista astrattamente scientifico.

Nella medicina il piano della relazione medico-paziente svolge un ruolo ineliminabile e l’abilità del medico nel comunicare con il paziente rappresenta un aspetto determinante della sua competenza clinica.

In questa relazione non si può trascurare il ruolo dei due interlocutori: il paziente è portatore di una sofferenza della quale non comprende la causa, mentre il medico è il tecnico, che possiede il sapere scientifico sul quale basa il suo lavoro.

È compito del medico determinare i riferimenti del malato, precisare insieme a lui quelle che sono le sue opinioni e le sue idee sulla malattia, ciò che vuole sapere, ciò che può comprendere, ciò che influenzerà le sue decisioni e ciò da cui potrà trarre un vantaggio.

Il medico che si prende cura del proprio paziente non potrà utilizzare un linguaggio troppo specialistico ma dovrà fornire risposte adeguate alle esigenze del paziente soprattutto in queste situazioni in cui la diagnosi e la prognosi sono così problematiche.

La salute, notoriamente, è multifattoriale, e il medico deve decidere caso per caso quali, tra i molti obiettivi di salute possibili, sono a suo avviso prioritari e quali risultano comprensibili, accettabili, condivisibili, concretamente realizzabili da parte del paziente.

Quindi sarà il medico ad interagire con gli specialisti affinché il suo paziente, la persona di cui si è preso cura sia seguita nel migliore dei modi.

Non è compito del paziente discutere della sua salute con tutti gli specialisti, questo onere fa parte dei compiti di chi si sta prendendo cura di te, che ti segue e che parla la stessa lingua scientifica dei suoi colleghi specializzati in campi diversi della medicina.

Quindi il patto concluso tra medico e paziente progredisce grazie anche all’intervento di altri a patto che non sia nocivo ai fini della cura e degli obiettivi selezionati.

Con questa joint venture medico e paziente decideranno insieme la strategia di cura e gli obiettivi da raggiungere nel breve e nel lungo periodo.

Saranno quindi entrambi corealizzatori del progetto che dovrà tenere conto della malattia e delle comorbilità e di ogni distinta entità clinica aggiunta, che c'è stata o può comparire durante il decorso clinico della patologia e della durata della terapia.

In poche parole, la comorbilità è la presenza concomitante di due o più disturbi nella stessa persona che devono essere prese in considerazione perché anche quelle saranno determinanti per avere la visione globale delle problematiche che si dovranno affrontare.

Ecco il motivo per cui la terapia di questo genere di patologie è da considerarsi sempre per un lungo periodo o a vita ed è essenziale che il carico farmacologico venga gestito e che non si debbano riscontrare problemi di assuefazione o di resistenza perché potrebbe compromettere il futuro del paziente.

Quindi ben consci dei problemi che si potranno incontrare nel tempo si cercherà di attuare una terapia che ne tenga conto.

4 Step Therapy è la soluzione che noi proponiamo perché non avendo né interazioni né effetti collaterali ci da la possibilità di poterla gestire anche per tutta la vita garantendo la copertura della malattia.

Il fatto di avere una malattia inguaribile non vuol dire non poterla curare e controllare e questo a volte equivale ad eliminare i sintomi ed a migliorare la qualità della vita del malato che avrà sempre a disposizione, qualora ve ne fosse la necessità, anche le armi messe a disposizione dall’azienda farmaceutica.

Questo modo di interagire tra medico e paziente ha in sostanza il vantaggio fondamentale di far risparmiare tempo e denaro grazie alle convenzioni che il Centro ha stipulato con il team specialistico.

La struttura più snella e non fatta a compartimenti verticali ma un’unica sede con base orizzontale a forma circolare con al centro il paziente.

Nel prossimo post spiegherò la differenza tra strutture verticali e orizzontali.

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