Alla Ricerca della Verità - Part II



“Si cura con l’enciclopedia medica e muore per un errore di stampa”.

Questa è una vecchia battuta, quello che si diceva una volta per quelle persone che cercavano le terapie in #biblioteca, la versione moderna di questa battuta si può trovare più o meno in tutti i siti internet che si occupano di salute: “le notizie riportate in questo sito non possono sostituire un parere medico” oppure “ciò che trovate in questo video non costituisce parere #medico”.

Una cosa importante da imparare è che non si troverà mai la propria #cura su Google!

Purtroppo molte persone lo fanno, questo è uno degli #errori che si commettono forse per #disperazione, forse per frustrazione ma prima o poi finiscono li su internet per vedere cosa offre il mercato della salute come se fosse l’ortofrutticolo.

Questo atteggiamento è profondamente #superficiale e #pericoloso, tanto che in Europa hanno creato delle campagne di #sensibilizzazione per mettere in guardia i navigatori non-consapevoli di non cercare su Google le soluzioni per la salute perché c’è gente che con questa scelta si è fidata dell’incompetenza ed ha sbagliato.

Per queste persone forse è un comportamento normale, forse, visto che sappiamo come noi cerchiamo sempre la soluzione più semplice ai problemi più grandi, il fatto è che quasi sempre la soluzione più semplice è quella sbagliata.

Come si può spiegare il fatto che si scelga una cura cercando su internet?

Stiamo parlando della nostra salute non del dondolo da mettere in giardino!

Nulla di misterioso, si tratta di un comportamento assolutamente #umano, pericoloso ma umano e chi fa il medico sa quante volte ci si trova di fronte a persone che con il “fai da te” sono arrivate a stadi avanzati e spesso irrecuperabili di malattia.

Quello che non capisco è perché lo si faccia solo per la salute, non mi capita mai di leggere di chi da consigli su come riparare l’auto da soli perché in fondo è semplice o perché non si costruisce un palazzo insieme, dato che bastano qualche misura, una matita ed un righello.

Forse ignorano semplicemente secoli di cultura e conoscenze.

La società è divisa in settori ed in conoscenze: non possiamo fare a meno di chi sa usare il forno per il pane come di chi cura le malattie, non potremmo vivere senza chi coltiva e non sappiamo progettare un treno se non abbiamo studiato come farlo.

Io mi preoccuperei di sapere che qualcuno abiti in un palazzo progettato da me, con le mie nulle competenze di ingegneria, allora perché in molti non si preoccupano delle conseguenze dei loro “consigli per la salute”?

Sono semplicemente #inconsapevoli di essere non-competenti in materia.

Il fenomeno è molto interessante, non solo chi è non-competente non si rende conto di esserlo ma chi lo è crede che in fondo, un po’ tutti, abbiano le nozioni necessarie per capire concetti specialistici.

La percezione di #competenza insomma, non è solo una falsa #sicurezza di chi non è competente, ma è una percezione sbagliata di chi conosce l’argomento e lo deve spiegare agli altri.

Per questo servono due sforzi, il medico deve trasferire le proprie conoscenze con #pazienza e semplicità al #paziente e nello stesso tempo i pazienti dovrebbero capire che non è leggendo un sito internet che si può fare una #diagnosi, non è cercando su Google che si trova la cura per il proprio problema, non è facile nemmeno per un medico avendo il paziente di fronte.

Per evitarlo basterebbe ammettere un fatto palese ed ovvio: se non è il nostro mestiere facciamo attenzione, potremmo essere completamente incompetenti ed il palazzo che pensiamo di costruire potrebbe crollare per una somma sbagliata, seppellendoci.

E non è tutto qui, a volte mi capita di parlare con persone che a forza di cercare i sintomi su Google hanno generato dei #disturbi totalmente #psicologici.

Una #patofobia (paura delle malattie) che prima di andare su internet non c’era e che è indotta dalla dovizia di descrizioni e foto presenti sul web.

È la #cybercondria che sostanzialmente consiste nell’interpretare erroneamente i normali fenomeni del #corpo come una grave #malattia come reazione alle informazioni raccolte online.

Il termine si riferisce anche al fenomeno della #ricerca #compulsiva e #frenetica di informazioni mediche online.

Queste persone possono arrivare a picchi terrificanti di #preoccupazione, anche dopo le rassicurazioni di uno o più medici.

È tipico per esempio, prenotare consulti da #luminari, senza però mai riuscire a cambiare la propria convinzione che quello che si è letto online sia corretto e devastante.

Comunque, anche per loro eliminare in toto la ricerca del sintomo su Google oltre che impossibile forse non è nemmeno utile.

Quindi a meno che non siano nel pieno del #panico e si stessero accorgendo che quella preoccupazione è diventato un pensiero disturbante, si dovrebbe riflettere su come scrivere la ricerca dei sintomi.

Bisogna ricordare che Google è un robot che ha imparato a capire che gli umani vogliono sentirsi rispondere cose precise a domande precise.

Quindi se uno si è fissato che potrebbe avere un tumore al cervello e ne cerca i sintomi è facile che Google restituisca degli elementi che rafforzano la sua #convinzione.

Anche questo #comportamento sbagliato possiamo imputarlo ad uno degli errori che poi porterà a commetterne altri cercando quelle cure #miracolose che abbiamo letto e che hanno portato alla #guarigione e che tratteremo nel prosieguo della nostra ricerca della verità.

La cosa migliore comunque sarebbe quella di poterne parlare sempre al vostro medico cercando di capire con lui il significato di quei sintomi o dolori che vi inquietano, non è detto che insieme non si riesca a trovare la giusta spiegazione.

Non dimenticate comunque che la scienza medica al momento è l’unica che cura e salva le vite, certo non è perfetta…ma cosa lo è?

E ricordatevi anche che mentre quasi tutte le lauree sono state sdoppiate ed oggi si può scegliere se studiare 3 o 5 anni per diventare medici specialisti si deve studiare 11 anni, ci sarà un motivo...

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