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CBD e intestino: il ruolo del sistema endocannabinoide nella digestione

Indice


Perché l’intestino è chiamato “secondo cervello”

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a descrivere l’intestino come un vero e proprio “secondo cervello”. Questa definizione deriva dal fatto che l’apparato digerente possiede un sistema nervoso estremamente complesso, chiamato sistema nervoso enterico.


Il sistema nervoso enterico è formato da una rete di milioni di neuroni che controllano numerose funzioni digestive, tra cui:

  • motilità intestinale

  • secrezione di enzimi digestivi

  • comunicazione con il sistema immunitario

  • regolazione della barriera intestinale


Questa rete neuronale comunica continuamente con il cervello attraverso l’asse intestino-cervello, influenzando non solo la digestione ma anche diversi aspetti del benessere generale.


Sistema nervoso enterico e digestione

Il sistema nervoso enterico è in grado di funzionare in modo relativamente autonomo rispetto al cervello. Per questo motivo l’intestino può regolare molte delle sue funzioni anche senza un controllo diretto del sistema nervoso centrale.


Tuttavia, il cervello e l’intestino sono strettamente collegati attraverso il nervo vago e altri circuiti neurologici. Questa comunicazione bidirezionale permette al corpo di coordinare le funzioni digestive con lo stato emotivo, lo stress e le condizioni metaboliche.


Quando questo equilibrio viene alterato, possono comparire diversi disturbi gastrointestinali, tra cui:

  • disturbi funzionali intestinali

  • alterazioni della motilità digestiva

  • infiammazione intestinale


Per questo motivo la ricerca scientifica studia sempre di più i sistemi biologici che regolano l’equilibrio dell’intestino.


Il sistema endocannabinoide nell’intestino

Uno dei sistemi biologici coinvolti nella regolazione della digestione è il sistema endocannabinoide.


Questo sistema è composto da:

  • recettori CB1

  • recettori CB2

  • endocannabinoidi prodotti dall’organismo


Nel tratto gastrointestinale i recettori CB1 sono presenti nei neuroni del sistema nervoso enterico, mentre i recettori CB2sono coinvolti nelle cellule del sistema immunitario intestinale.


Gli endocannabinoidi naturali dell’organismo, come anandamide e 2-AG, contribuiscono alla regolazione di diversi processi fisiologici legati alla digestione, tra cui:

  • motilità intestinale

  • secrezione digestiva

  • comunicazione tra sistema nervoso e sistema immunitario


Questo spiega perché il sistema endocannabinoide venga studiato nella ricerca sui disturbi intestinali.


Microbiota e regolazione dell’infiammazione intestinale

Un altro elemento fondamentale per l’equilibrio intestinale è il microbiota, ovvero l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino.


Il microbiota svolge numerose funzioni biologiche, tra cui:

  • supporto alla digestione

  • produzione di metaboliti utili all’organismo

  • regolazione del sistema immunitario


Quando l’equilibrio del microbiota viene alterato, può verificarsi una condizione chiamata disbiosi, che è stata associata a diversi disturbi gastrointestinali e sistemici.


Per questo motivo la ricerca scientifica studia sempre più l’interazione tra microbiota, sistema immunitario e sistemi di regolazione dell’organismo.


CBD isolato e sistema digestivo

Il CBD (cannabidiolo) è uno dei fitocannabinoidi più studiati negli ultimi anni per la sua interazione con diversi sistemi biologici dell’organismo.


Il CBD non produce effetti psicoattivi e non altera la percezione, a differenza del THC. Proprio per questo motivo è oggetto di numerosi studi che cercano di comprendere come questa molecola possa interagire con i sistemi di regolazione dell’organismo.


Il CBD può interagire con diversi bersagli molecolari coinvolti nella regolazione della digestione, tra cui:

  • sistema endocannabinoide

  • recettori TRPV1

  • sistemi di segnalazione cellulare legati all’infiammazione


Queste interazioni spiegano perché la ricerca scientifica continui a studiare il rapporto tra CBD e sistema digestivo.


La scelta AgriLab: CBD isolato senza THC

Nel progetto AgriLab utilizziamo esclusivamente CBD isolato.

Il THC, infatti, è la molecola psicoattiva della cannabis e agisce direttamente sui recettori CB1 del cervello, producendo effetti sulla percezione e sulle funzioni cognitive.


Questo può comportare:

  • alterazioni cognitive

  • effetti sulla memoria

  • alterazioni della coordinazione motoria


Per questo motivo AgriLab ha scelto di utilizzare solo CBD isolato, evitando prodotti contenenti THC.


Conclusione

L’intestino è uno degli organi più complessi del corpo umano e il suo equilibrio dipende dall’interazione tra sistema nervoso, microbiota, sistema immunitario e meccanismi di regolazione biologica.


Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a studiare il ruolo del sistema endocannabinoide e del CBD nella modulazione di questi processi.


Comprendere questi meccanismi aiuta a interpretare meglio come il corpo mantiene l’equilibrio del sistema digestivo.


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