Anandamide e 2-AG: gli endocannabinoidi prodotti dal nostro organismo
- Il Team AgriLab

- Mar 11
- 4 min read
Indice dei contenuti
Cosa sono gli endocannabinoidi
Quando si parla di sistema endocannabinoide, molte persone pensano subito ai cannabinoidi presenti nella Cannabis sativa. In realtà il corpo umano produce già da solo molecole molto simili, chiamate endocannabinoidi.
Gli endocannabinoidi sono messaggeri lipidici sintetizzati dall’organismo “su richiesta”, cioè quando è necessario regolare un determinato processo biologico. Non vengono immagazzinati come altri mediatori, ma prodotti al momento e poi rapidamente degradati da enzimi specifici.
I due endocannabinoidi più studiati sono:
anandamide
2-arachidonoilglicerolo (2-AG)
Queste molecole rappresentano una parte centrale del sistema endocannabinoide, insieme ai recettori CB1 e CB2 e agli enzimi che ne controllano la sintesi e la degradazione.
👉 Per capire meglio il contesto, puoi collegare questo articolo a Cos’è il sistema endocannabinoide e perché è importante per l’organismo.
Cos’è l’anandamide
L’anandamide, nota anche come AEA (arachidonoiletanolamide), è uno dei principali endocannabinoidi prodotti dal nostro organismo.
Il suo nome deriva dal termine sanscrito ananda, che significa “beatitudine”, proprio perché nei primi studi è stata associata ai meccanismi di regolazione dell’umore, della motivazione e della risposta allo stress.
Dal punto di vista biologico, l’anandamide è coinvolta in numerosi processi, tra cui:
regolazione dell’umore
risposta allo stress
percezione del dolore
appetito
sonno
plasticità neuronale
L’anandamide interagisce soprattutto con i recettori CB1, che sono molto presenti nel cervello e nel sistema nervoso centrale. Proprio per questo motivo è uno dei mediatori più importanti nella regolazione dei processi neurologici.
La sua degradazione avviene principalmente attraverso l’enzima FAAH (fatty acid amide hydrolase), che ne limita la durata d’azione.
Cos’è il 2-AG
Il 2-AG (2-arachidonoilglicerolo) è il secondo grande endocannabinoide del corpo umano e, per molti aspetti, è anche il più abbondante.
A differenza dell’anandamide, che spesso viene associata alla regolazione dell’umore e dello stress, il 2-AG è particolarmente importante nella comunicazione cellulare e nella regolazione di numerosi processi fisiologici più ampi.
Tra le sue funzioni più studiate vi sono:
modulazione della risposta infiammatoria
regolazione della comunicazione neuronale
risposta immunitaria
equilibrio metabolico
regolazione dei segnali cellulari
Il 2-AG può interagire sia con i recettori CB1 sia con i recettori CB2, contribuendo così alla regolazione di funzioni neurologiche e immunitarie.
La sua degradazione avviene soprattutto attraverso l’enzima MAGL (monoacylglycerol lipase).
Come agiscono sugli stessi recettori CB1 e CB2
Anandamide e 2-AG agiscono come ligandi endogeni, cioè molecole prodotte naturalmente dal corpo in grado di attivare i recettori del sistema endocannabinoide.
In particolare:
Anandamide
ha una maggiore affinità per i recettori CB1
è più coinvolta nei processi neurologici e nella regolazione dello stress
2-AG
attiva sia CB1 sia CB2
è maggiormente coinvolto nella regolazione della risposta immunitaria e infiammatoria
Questo significa che il sistema endocannabinoide non è un meccanismo unico e lineare, ma una rete molto complessa di segnali che aiuta l’organismo a mantenere l’equilibrio.
Perché sono importanti per la regolazione dell’organismo
Il ruolo principale di anandamide e 2-AG è contribuire al mantenimento dell’omeostasi, cioè la capacità del corpo di mantenere un equilibrio interno nonostante i cambiamenti esterni.
Quando il sistema endocannabinoide funziona correttamente, gli endocannabinoidi partecipano alla regolazione di numerosi ambiti, tra cui:
sistema nervoso
risposta allo stress
sonno
dolore
infiammazione
funzione immunitaria
equilibrio intestinale
Proprio per questo motivo il sistema endocannabinoide è oggi considerato uno dei sistemi di regolazione biologica più interessanti della fisiologia moderna.
L’interesse scientifico verso gli endocannabinoidi è cresciuto molto negli ultimi anni, perché comprendere come funzionano aiuta a capire meglio anche il ruolo dei fitocannabinoidi, come il CBD.
Il ruolo del CBD isolato e la scelta di AgriLab
Il CBD isolato non è un endocannabinoide, ma un fitocannabinoide, cioè una molecola di origine vegetale presente nella Cannabis sativa. Tuttavia, la ricerca suggerisce che il CBD possa influenzare indirettamente il sistema endocannabinoide e i suoi mediatori.
Uno dei meccanismi più discussi riguarda proprio la possibilità che il CBD contribuisca a modulare la disponibilità di anandamide, interferendo con i processi che ne regolano la degradazione. Questo è uno dei motivi per cui il CBD viene studiato con grande interesse nella letteratura scientifica.
Nel progetto AgriLab utilizziamo esclusivamente CBD isolato, perché il THC, oltre a essere soggetto a restrizioni normative severe, agisce direttamente sui recettori CB1 del cervello ed è associato a effetti psicoattivi e a un profilo neurologico che consideriamo non coerente con il nostro approccio.
La scelta di AgriLab è quindi chiara: concentrarsi sul CBD isolato, una molecola non psicoattiva studiata per la sua capacità di modulare diversi sistemi biologici dell’organismo, senza gli effetti del THC.
Conclusione
Anandamide e 2-AG sono i principali endocannabinoidi prodotti dal nostro organismo e rappresentano una componente essenziale del sistema endocannabinoide.
Comprendere come funzionano queste molecole significa capire meglio uno dei sistemi di regolazione più importanti del corpo umano e interpretare con maggiore precisione anche il ruolo dei cannabinoidi studiati nella ricerca scientifica.
Nel blog AgriLab continueremo ad approfondire questi temi per spiegare in modo chiaro il legame tra endocannabinoidi, recettori biologici e CBD isolato.
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