Alla Ricerca della Verità - part v


Siamo alla ricerca della #verità ormai da tempo ed io mi sento sempre più distante dal possederla.

Quando sono partito per questa avventura ero pieno di certezze ma poi dubbio dopo dubbio, ipotesi dopo ipotesi mi sento sempre più barcollante, come una barchetta in mezzo alla tempesta vengo sbattuto da una convinzione all’altra sempre chiedendomi il motivo per cui la #scienza si sia così soggettivizzata.

Vengo travolto dalle #convinzioni di tutti ed il mio sapere vacilla: possibile che le #malattieautoimmuni siano causate da #virus e che basti un antivirale per sconfiggerle?

Per quanto abbia letto e mi sia sforzato di capire non riesco a trovare un nesso logico.

Tutto nasce quando mi imbatto nella storia di un professionista che era venuto alla ribalta per aver prescritto dei farmaci antivirali per l’herpes e disturbi femminili a tutti i pazienti.

Insomma, ha curato molte patologie utilizzando l’Aciclovir con la convinzione del tutto personale che i virus fossero coinvolti nell’eziologia delle malattie che stava curando.

Io sapevo che sono 50 anni che la scienza sta studiando acquisendo sempre più dati interessanti sul comportamento dei virus ma senza avere risolto ancora il nesso causale.

Se la malattia autoimmune fosse determinata e sostenuta da un virus libero e attivo nei nostri liquidi organici, come si spiega l’effetto sintomatico molto positivo del #cortisone nelle malattie autoimmuni?

Intrapresa la terapia cortisonica, dopo un temporaneo miglioramento dovuto all’azione potentemente #antinfiammatoria dello steroide, il paziente dovrebbe precipitare in un drammatico peggioramento per la drastica riduzione delle sue difese anticorpali contro il fantomatico virus.

Al contrario, tale peggioramento in realtà si verifica invece se noi sospendiamo la terapia cortisonica, mentre se noi continuiamo a imbottire il paziente con cortisone (in cui nel frattempo ovviamente sarà comparsa una caratteristica facies a luna piena), il paziente non mostra nessun peggioramento della sua sintomatologia autoimmune.

Un altro concetto riguarda la differenza di genere per quanto riguarda le infezioni virali.

La ricerca epidemiologica dice che l’intensità e la prevalenza delle #infezioni virali è più elevata nel sesso maschile.

Questo vuol dire che nelle #donne gli anticorpi proteggono molto meglio dalle infezioni virali e quindi se la causa fosse quella, le malattie autoimmuni dovrebbero prevalere nel sesso maschile ma non è vero, le donne sono invece percentualmente in certe malattie autoimmuni molto più esposte degli #uomini.

Il pericolo maggiore nel seguire queste cure alternative è che di solito i pazienti interrompono del tutto le #cure tradizionali: più tempo passano a sottoporsi a trattamenti fasulli, meno ne passano a ricevere cure che funzionano e che potrebbero tenere sotto controllo la malattia impedendole di #peggiorare.

Sinora il mio ragionamento medico analitico, ma mi voglio spingere oltre e lanciarmi in una disamina economica.

Abbiamo visto che tutte queste #curealternative non partono da un’intuizione alla Fleming quando scoprì la penicillina, ma da un uso smodato di farmaci già esistenti sul mercato.

Ora io non credo che per aumentare i loro fatturati i produttori di antivirali, antibiotici o la vitamina D dovessero attendere che un paio di medici facessero supposizioni sul loro utilizzo massiccio.

Le multinazionali del farmaco hanno studi di ricerca, scienziati, finanziamenti e denaro a fiumi se avessero voluto riempirci di Aciclovir o di antibiotici o vitamina D lo avrebbero fatto utilizzando le loro reti di vendita e di distribuzione e in un attimo avrebbero risolto questi problemi moltiplicando i loro guadagni.

Se non lo hanno fatto ci sarà un perché e certo non perché non ci hanno pensato o non fosse economicamente interessante.

Quindi impariamo a ragionare, c’è sempre un motivo per qualsiasi cosa, quindi ritornate ad avere fiducia dei vostri medici, la ricerca va avanti, viviamo in work in progress costante domani come sempre la medicina ci proporrà nuove soluzioni, magari alcune sono già al vaglio.

Ci vogliono 20 anni prima che un farmaco arrivi dal suo concepimento al vostro organismo, in questi anni vengono effettuati studi ed esperimenti per garantire la vostra incolumità, per fare in modo che questo nuovo farmaco non vi danneggi, capirne l’efficacia, gli effetti collaterali e le interazioni.

La scienza è una materia seria, ci sono organismi di controllo mondiale e tutto viene messo al vaglio e sottoposto a test e certificazioni.

Quindi non eccedete con le ricerche su Google alla ricerca della cura miracolosa che poi potrebbe rivelarsi una bufala, curatevi come meglio vi pare ma curatevi, la scienza sta lavorando per voi.

Non ci resta che aspettare ed i nuovi farmaci ci raggiungeranno: dalle nanotecnologie alle biotecnologie, dall’ingegneria genetica alle cellule staminali. La telemedicina è tra noi.

L'healthcare del futuro può realmente salvarci la vita ma per permetterglielo dobbiamo capirne il senso e carpirne i segreti.

La medicina sta vivendo un momento di grande passaggio.

L'invecchiamento della popolazione chiede sempre più urgentemente una mano alla telemedicina e altri fattori come la sostenibilità e la gestione delle enormi banche dati, con relative questioni sull'utilizzo di questi dati ai fini della epigenetica e della genomica, chiamano in causa tecnologia e innovazione.

Sono dunque questi gli strumenti indispensabili per cambiare in meglio il sistema, cercando di non far perdere alla medicina il suo carattere di scienza umana.

Cosa significa in termini pratici, che occorre fare una valutazione dei rischi e cambiare radicalmente approccio.

Oggi il sistema non è organizzato intorno alle persone ma intorno alle malattie, eppure molte delle cure che vengono eseguite in ospedale potrebbero essere servite altrove, la maggioranza delle persone che si recano in una struttura ospedaliera non ha effettivamente bisogno di andarci e potrebbero essere monitorati a casa propria.

Sistemi come l'Image grade therapy permettono oggi al medico di osservare a distanza il paziente e valutare se l'operazione è necessaria o meno, ed è anche possibile, tramite App, tenersi aggiornati sulle condizioni del malato.

A distanza, sembra una prospettiva futuristica ma questa innovazione è già tra noi.

Un settore in cui la telemedicina può avere un ruolo chiave e quello dell'immunoterapia, ovvero della programmazione delle cellule al fine di andare ad aggredire altre cellule malate, oppure quello delle malattie neurologiche.

Malattie che sicuramente erano già scritte nei geni si sono probabilmente sviluppate grazie anche ad infiammazioni che hanno fatto scaturire il tutto.

La tecnologia può insomma aiutarci proprio in questo, a comprendere a fondo certi rischi e ad affrontarli prima ancora che si verificano.

Non siate impazienti, sappiate aspettare e cercate mentre siete in attesa di non farvi danni, e curatevi nel modo che ritenete più opportuno e meno tossico.

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